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I fatti sono testardi, ma le statistiche sono più flessibili …

In BI, VBI on marzo 10, 2010 at 17:34

… ovvero

“Facts are stubborn, but statistics are more pliable.”

come recita Mark Twain, così come recita Marissa Mayer, VP Search Products & User Experience di Google, parlando nel blog Google dell’acquisizione del software di Trendalyzer della Gapminder.

Cos’è Trandalyzer? E’ un software per animare le statistiche ed acquisito da Google nel 2006.

Trandalyzer è utilizzato in alcune delle applicazioni realizzate da BigG che si occupano di statistiche, come ad esempio i Motion Charts disponibili nelle Google Visaulization API.

Trandalyzer, dicevo, è utilizzato anche nel Google Public Data Explorer, all’interno del Google Labs; una raccolta di fatti e statistiche a livello mondiale, che attinge da diverse fonti (ad esempio The world bank) e che ha come obiettivo quello di permettere una più facile modalità di esplorazione, visualizzazione e comunicazione di grosse moli di dati.

L’idea di base è quella di reputare l’animazione dei grafici un modo per semplificare l’apprendimento delle informazioni.

Rammento che questa tecnica è usata non sono da Google, ma è anche presente in diverse soluzioni di analisi dei dati, come quelle offerte da Microstrategy , QlikView, oltre che a particolari  e personalizzate soluzioni.

Di sicuro, come viene anche detto nella pagina introduttiva del sistema, non è necessaria una particolare conoscenza e competenza per potersi districare all’interno dei diversi report presentati.

Sicuramente è stato fatto un buon lavoro per quello che concerne la scelta delle modalità di rappresentazione dei dati e di selezione delle diverse dimensioni e fatti, infatti, in puro stile minimalista Google, i grafici usano colori pastello ben calibrati e di facile lettura, su un rigoroso sfondo bianco.

I grafici proposti possono essere rappresentati secondo le seguenti categorie:

  • Grafici lineari
  • Grafici a barre
  • Rappresentazioni su cartografia
  • e diagrammi a bolle

La rappresentazione lineare è quella che già incorpora, come dimensione il tempo, per cui mostra a tutti gli effetti l’andamento, per esempio del GDP o GDI o PIL, per noi italiani, nel tempo; se si passa ad una rappresentazione a barre della stessa dimensione, ecco che avviene una cosa, che gli strumenti standard di analisi dei dati, dal passaggio da un grafico all’altro non farebbero, ovvero rinconfigurarsi e cambiare, per esempio le dimensioni. In questo caso, infatti, avviene che la dimensione tempo, scompare, e viene sostituita da quella “country”, salvo restando che il tempo viene “trasformato” in una dimensione animata, appunto grazie al sistema Trandalyzer.

Sotto al grafico a barre, appare uno slider, nel quale si può scorrere il tempo e vedere, in modo interattivo, l’evolversi dei fatti rapportati alla dimensione selezionata.

Non solo, vi è anche la possibilità di animare in modo automatico il passare del tempo.

Interessante, la possibilità di selezionare dal grafico o dall’elenco sulla sinistra, uno o più paesi, che verranno  evidenziati con colori diversi e che nell’animazione si muoveranno in base ai dati ad essi correlati.

Fintanto che si fanno dei raffronti su uno o due paesi, questo effetto, non solo è gradevole, ma aiuta a capire l’evolversi delle cose, e mi ha fatto una buona impressione, ma se il numero dei paesi da confrontare aumenta, diventa un grafico confusionario e si perde l’effetto desiderato, ovvero quello di semplificarne la lettura.

Altro problema si può ravvisare, è la perdita di un’informazione che potrebbe essere importante, ovvero il tempo, perchè non viene mostrato nello stesso campo visivo in cui variano le informazioni in movimento, inducendo una certa confusione di lettura. Questo difetto potrebbe essere risolto con:

  1. un rallentamento della velocità di animazione
  2. la riproduzione, sullo sfondo, dell’anno di analisi in corso

Diverso discorso va fatto per quello che concerne la parte di rappresentazione grafica riportata sulla cartografia e i grafici a bolle.

Entrambe le rappresentazioni sono accomunate dal fatto che usano una rappresentazione a bolle (bubbles), la cui dimensione, raggio, è proporzionale al fatto che viene misurato e la posizione sul grafico dalle coordinate geografiche, in un caso o dalle dimensioni che sono state selezionate per gli assi delle ascisse e delle ordinate.

I grafici a bolle sono di difficile comprensione, perchè mettono in relazione tre dimensioni e con l’effetto animato, a tutti gli effetti introducono un’ulteriore dimensione, rendendo il tutto poco chiaro e comprensivo.

Sono sicuramente d’effetto, ma non riesco a trovarne una reale necessità nell’utilizzarlo per rappresentare un’informazione.

In modo simile la parte geografica, forse perchè influenzato da quello che permettono di fare i sistemi GIS dedicati, il fatto di vedere una “palla” di dimensione variabile nel centro di una nazione, è meno intuitivo che un grafico a barre, e non aggiunge alcuna informazione utile, che un grafico a barre, appunto, può dare. Diversamente sarebbe se vi fosse una colorazione variabile delle aree geografiche ineteressate da quel fatto; in questo scenario, l’informazione grafica sarebbe più incisiva e sfrutterebbe maggiormente la natura geografica messa a disposizione come dimensione di analisi.

Come sempre siamo di fronte al bivio tra effetti speciali “marketing” per attirare l’attenzione ed intrattenere (o distrarre?), e un’idea o strumento che può avere un senso se utilizzato in modo conscio e ben preciso.

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