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Fattore Bugia

In VBI on Maggio 17, 2010 at 21:37

Di questi tempi dovremmo avere un assoluto bisogno di rassicurazioni, di buon senso e di ovvietà! Altro che bugie! Bugie che si annidano ovunque e che, nel nostro mondo caotico e sovraffollato di informazioni, a volte prevalgono rispetto alla verità perchè presentate sotto un aspetto che a prima vista ci sembra plausibile, molto plausibile, ma che nella realtà nascondono un subdolo obiettivo, quello di ingannarci.

Questo avviene spesso con la rappresentazione delle informazioni sotto forma di grafici; quante volte capita di vedere grafici e rappresentazioni che vogliono assicurarci che tutto va bene e che, se ci sono dei ritardi o discrepanze queste sono sotto controllo.

Queste menzogne sono a volte lampanti, come per esempio questo grafico, che è spudoratamente “bugiardo”.

Stato avanzamento progetti egov 2012 Obiettivi Settore scuola

Stato avanzamento progetti egov 2012 Obiettivi Settore scuola

Potete trovare questo grafico al seguente indirizzo (ma potrebbe essere cambiato nel frattempo):  http://www.e2012.gov.it/egov2012/?q=content/anagrafe-scolastica-11.

Non mi interessa entrare nel merito dell’argomento, ma soffermarmi su due aspetti:

#1 il più evidente, ovvero che nonostante questo progetto sia tutto sommato in ritardo, da quello che si percepisce guardando il grafico, la faccina sorridente ci dice che è tutto OK. Forse sarà anche vero, ma come facciamo a saperlo?  Non sembrerebbe. Poi entreremo nel merito di capire perchè dire bugie in modo così plateale su argomenti, che, tra l’altro hanno interesse nazionale, visto che sono rivolti allo sviluppo e l’innovazione della nostra Pubblica Amministrazione.

#2 le percentuali di avanzamento hanno valori strabilianti, e forse per questo motivo la faccina è sorridente.

Tenendomi alla larga, per il momento dal contesto, se andiamo ad esplorare altri casi sempre gentilmente offerti dal ministero, vediamo che le bugie sono tante e molte e che quasi tutti i progetti, nonostante evidenti ritardi sono tutti accompagnati dalla simpatica faccina che ride.

A dire il vero ne ho trovato uno che mostra una faccina non del tutto convinta, e che vi mostro qua, perchè di fatto il progetto si sta avviando. Ad essere sincero la faccina dovrebbe essere triste e non “perplessa”, ed anche qua si vede come c’è sempre bisogno di mostre una realtà “distorta”, mentre i dati, i numeri ci dicono chiaramente che il progetto è fermo; almeno così sembrerebbe.

Stato avanzamento progetti egov 2012 Obiettivi settore giustizia

Stato avanzamento progetti egov 2012 Obiettivi settore giustizia

Una chiara, dettagliata e approfondita etichettatura dovrebbe essere utilizzata per eliminare le distorsioni grafiche e le ambiguità. Inserite spiegazioni sui dati sullo stesso grafico ed  etichettate eventi importanti nei dati. (E.R. Tufte)

Altro caso, che il sito ci presenta – è una fonte inesauribile di esempi quasi fatti apposta – è quello che segue dove vengono mostrate le solite barre orizzontali, alcune delle quali, 11 per la precisione – più della metà -, hanno raggiunto il 100% dell’avanzamento, quindi sono completate.

Le rimanenti 7, invece sono tra il 35% e l’80%. Come sempre il progetto è OK, con la solita faccina sorridente, ma quello che ci deve far sorprendere e far capire questo esempio è che le singole voci non possono avere un peso uguale – poi andremo a toccare l’elemento fondamentale e mancante.

Stato avanzamento progetti egov 2012 Obiettivi settore scuola

Stato avanzamento progetti egov 2012 Obiettivi settore scuola

Da una lettura sommaria delle voci sembrerebbe che la maggior parte delle convenzioni con i fornitori di tecnologia sono state stipulate e concluse, e che si stia affrontando la componente di spiegamento del progetto  – deployment – e qui mi sembra che siamo messi maluccio perchè lo spiegamento delle tecnologie è al 35% (ultima barra).

Ma il tempo, la variabile tempo dov’è finita? e i costi? Ecco le vere assenti di questi grafici, quelle che dovrebbero dirci di che salute godono questi progetti.

Capisco che un protocollo d’intesa, ovvero una convenzione non sia un’attività a tempo zero, una milestone, per intenderci, però non si capisce per nulla se il progetto è condotto nei modi e nei tempi prefissati.

Si aggiunga anche il fatto che si sta usando una rappresentata non idonea per rappresentare questo tipo di informazioni. Sarebbe stato più opportuno adottare, sempre per rimanere in tema, una tabella con la voce, la percentuale di raggiungimento dell’attività e una colorazione per fasce di avanzamento del tipo: 0% -33% rosso, 34% – 66% giallo e 67% – 100% verde.

Oppure si poteva utilizzare la metodologia EVM (Earned Value Management), sicuramente più sofisticata e meno comprensibile ai non addetti ai lavori, ma che unisce i tempi e i costi in relazione all’avanzamento del progetto.

Ultimo appunto; i colori, messi li magicamente per confondere e distogliere l’attenzione dalle informazioni. Di fatto l’occhio si sofferma più spesso sulle barre colorate, perdendo di vista il contenuto del grafico, che dovrebbe dirci che questi progetti apparentemente sono OK, ma che molto probabilmente non stanno rispettando i tempi e forse i costi (speriamo di si) preventivati.

E’ encomiabile l’intenzione del ministero (Ministro Brunetta) a dare evidenza e trasparenza, ma bisognerebbe anche essere consapevoli di quello che si sta facendo, assicurandosi che:

  1. non vi siano informazioni in contraddizione
  2. si dica la verità, anche quando un progetto è in ritardo, cosa che avviene più spesso di quello che si vuole mostrare
  3. si dica la verità mostrando i dati in contesti omogenei e confrontabili

altrimenti si cade facilmente in contraddizione. Se dev’essere trasparenza che lo sia realmente e non sia quella di una realtà alternativa tratta.

Più che trasparenza mi sembra un vetro opaco, sul quale si getta l’acqua che per un attimo permette di essere meno opaco.

O forse la verità è un’altra, ovvero far apparire una realtà distorta perchè qualcuno ha l’interesse che sia percepita in tale modo e non per quello che realemente è. Come dicevo prima, però, non ci si accorge che vi sono nell’ignoranza globale in cui ormai viviamo, errori che sembrano sfuggire alla disattenzione generale, altro indice dell’approssimazione con cui ci si dedica alle proprie attività.

G.O.

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