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Modulistica On-Line, Segnaletica Stradale e VBI

In UI, UX, VBI on marzo 31, 2011 at 00:12

Domanda: Quale nesso c’è tra la Modulistica On-Line la Segnaletica Stradale  e la VBI?

Risposta: diversi elementi, il cui filo conduttore, è da ricercarsi nello studio, o approccio, da adottare per rappresentare le informazioni in modo schematico ed intuitivo.

Antefatto

Per ragioni lavorative, sto affrontando il tema della modulistica on-line per i nostri clienti, che sono pubbliche amministrazioni. Si potrebbe dire che è un tema di semplice realizzazione, sia dal punto di vista concettuale che dal punto di vista tecnico.

Non posso reputarmi un esperto del tema, ma indagando cosa si poteva fare, in termini di automazione del  processo per la generazione di moduli web e relative versioni trasformate in formato PDF, perché dipendiamo ancora dal pezzo di carta,  mi sono accorto che non ci sonocosì  tante soluzioni, o meglio vi sono diverse proposte tecniche, sia open che proprietarie, ma non vi sono dei veri e propri strumenti che permetto ad un utente base, che sa usare strumenti come MS word, di creare facilmente un modulo web, produrre in automatico una struttura dati che memorizzi le informazioni, e, dulcis in fundo, produrre un documento PDF da stampare e archiviare.

Quest’ultimo tema, tra l’altro, è quello che ci ha fatto maggiormente riflettere, perché nell’insieme del contesto, l’obiettivo principale è quello di fornire uno strumento semplice ed intuitivo all’utente, senza richiedergli di produrre una web form, un modello PDF e quindi di collegarli, strada proposta da diverse soluzioni.

Come dicevo l’ideale sarebbe un sistema che, una volta disegnata la form, come si potrebbe fare su MS Word, questa verrebbe trasformata, da una parte in pagina web e dall’altra possa produrre il PDF finale.

Altro elemento non trascurabile, è la tecnologia; sebbene non vi siano preclusioni particolari, l’intenzione sarebbe di proseguire con gli elementi tecnologici già adottati in azienda, quali Java, PHP; in altre parole non Microsoft.

Tutto questo preambolo per arrivare al nocciolo del ragionamento, in quanto nel discutere con le mie persone, per lo più tecniche, ho iniziato a pormi delle domande; domande che mi sono posto a fronte di un altro evento illuminante.

La segnaletica stradale

Qualche giorno fa, ho per caso assistito ad un servizio di Top Gear relativo alla segnaletica stradale britannica.

James May, accompagnava una simpatica signora di nome Margaret Calvert assistente di Jock Kinneir; Kinneir era un tipografico e grafico che insieme alla sua assistente, la Calvert appunto,  ha disegnato la maggior parte dei cartelli stradali inglesi attualmente in uso.

Il loro lavoro iniziato nei primi anni sessanta, è riassunto, se così possiamo dire, nelle linee guida della segnaletica stradale britannica che si possono trovare qui – tralascio alcun paragone con quello che offre il nostro ministero, giusto per dare un’idea della “trasparenza” e “serietà” del popolo anglosassone.

Quello che più mi ha colpito ed attratto, è stato l’approccio adottato per identificare un metodo standard efficace per rappresentare informazioni in modo chiaro ai viaggiatori, che sfrecciano, ad esempio, sulle autostrade, per cui è importante accedere ad informazioni certe e in modo rapido ed intuitivo – non sono forse questi elementi caratterizzanti la VBI?.

Proprio per questo motivo, Kinneir si è posto in un’ottica differente, ovvero sotto la prospettiva del guidatore, piuttosto che del designer: ‘What do I want to know, trying to read a sign at speed?’

Quello che segue sono alcuni elementi che ne sono derivati:

  1. La creazione di un font particolarmente adatto alla lettura, che prende il nome di Transport
  2. L’idea di utilizzare sia caratteri stampatello maiuscolo che caratteri minuscoli perché il guidatore avrebbe identificato il nome della destinazione non tanto dal nome stesso quanto dalla forma che assume, in questo il cervello riesce a processare più velocemente l’immagine dalla sua forma, piuttosto che dal contenuto.
  3. Il posizionamento dei pannelli, non perfettamente perpendicolari alla strada, ma con un angolo di 95° per evitare riflessi.
  4. Il disegno dei cartelli che illustrano le direzioni, come ad esempio le rotatorie, cercando di avere una rappresentazione schematica, ma al tempo stesso fedele, così da agevolare l’utente nel determinare velocemente la propria destinazione.
  5. L’uso dei colori, sempre con l’obiettivo di evidenziare le informazioni
  6. L’uso di sigle numeriche per identificare le strade.
Segnaletica

Un esempio di segnaletica

Insomma, si capisce che è stato fatto un lavoro con un approccio “scientifico” anche in uno scenario, se volgiamo, d’uso comune come la segnaletica stradale in tutti i suoi aspetti.

Vi rimando, se siete curiosi, alla lettura o esplorazione del capitolo 7 della vasta documentazione che documenta in modo dettagliato le regole per la costruzione della segnaletica.

Alcuni elementi emersi da questa analisi, come, ad esempio, l’uso di un font particolare, l’adozione di forme grafiche specifiche per mettere in evidenza informazioni, ecc, sono elementi che mi hanno fatto riflettere ulteriormente mentre pensavo al tema originale, ovvero la creazione di modulistica.

Font Transport

Set Font Transport

La modulisica On-line

Gli spunti sui quali mi sono messo a riflettere sono, di fatto, legati a quello che un utente vorrebbe avere e poter fare in modo agevole.

In questo caso specifico, vi sono due tipi di utenti; da una parte ci sono i cittadini che debbono compilare un modulo e dall’altra il personale dell’ente che deve recuperare le informazioni dai moduli.

I primi, i cittadini, sono spesso di fronte ad un semplice ma annoso problema, quello della compilazione del modulo e del capire che cosa deve essere inserito e dove inserirlo.

Quante volte ci troviamo a compilare semplici moduli e ci ritroviamo a dover fare delle correzioni perché abbiamo errato ad inserire determinate informazioni nell’apposita sezione. Oppure ci aspettavamo più spazio o credevamo che quella determinata informazione non venisse o meno spezzata in più parti.

Qui, si delinea un primo aspetto, quello che dovrebbe richiedere a tutti noi di dover leggere o fare un esame anche veloce dell’intero modulo per capire come compilarlo.

Ovviamente un modulo on-line ha il grande pregio di permettere all’utente di fare anche un errore e di rimediare subito dopo, facendo la modifica stessa. Inoltre un modulo on-line può essere corredato di help on-line che ci segue nei vari passaggi e darci ulteriori informazioni.

Quest’ultimo aspetto, a mio avviso, ha un ruolo troppo sacrificato e dimenticato, e dovrebbe essere maggiormente esplorato, perché aiuterebbe gli utenti non avvezzi a compilare il modulo in modo efficace e corretto.

Non dimentichiamoci, che i moduli vengono preparati da persone che vedono lo strumento, il modulo,  dal loro punto di vista e non da quello dell’utente finale – questo tema si ripresenta sotto diverse forme.

E con questo si arriva al secondo attore, ovvero l’utilizzatore del modulo, lato ente, che deve recuperare le informazioni inserite dal cittadino.

Questo attore, ignora, la parti del modulo che ha costruito come intelaiatura per  creare il contesto e permettere al cittadino di compilarlo, per poi recuperare le informazioni necessarie.

Pertanto si presenta la necessità di rendere più facilmente riconoscibili quelle parti di testo aggiunte dal cittadino.

Solitamente, in un modulo compilato a mano, i testi aggiunti dall’utente sono immediatamente riconoscibili perchè caratterizzati dal’uso di un colore d’inchiostro della penna diverso da quello del modulo stesso, spesso di colore blu, piuttosto che dall’utilizzo di una grafia ovviamente differente.

Di contro la grafia è variabile e la velocità di lettura di un modulo dipende dalla chiarezza usata nel trascrivere i dati.

Tornado ad un sistema informatizzato, si evince che per poter aiutare entrambi gli attori, sia necessario realizzare un sistema che presenti delle form guidate che generino dei moduli compilati automaticamente con font e colori differenti in modo da differenziare il testo del modulo da quello aggiunto dall’utente.

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